top of page

Prima di cercare gli dèi, voltati indietro

16 ore fa
Tempo di lettura: 5 min


11 generazioni, migliaia di vite e una domanda che mi accompagna da tempo

Mi interesso da sempre a filosofie, religioni e correnti spirituali

Le osservo, le studio, ne attraverso i simboli e cerco di comprenderne il linguaggio

Eppure c’è una domanda che continua a tornare

Perché noi esseri umani sentiamo così profondamente il bisogno di cercare fuori da noi qualcosa da adorare?

Perché abbiamo bisogno di consegnare preghiere, richieste di protezione, amore e speranza a un’iconografia, a uno spirito, a un’entità, a un messia, a una divinità o a un archetipo che appartiene magari a una tradizione antichissima, ma di cui, personalmente, non conosciamo nulla?

Posso conoscerne il nomeposso conoscerne la storiaposso studiarne i simboli

Ma non conosco quella presenza

E allora ultimamente mi sono posta una domanda diversa

E se, prima di cercare così lontano, ci voltassimo indietro?

Dietro di te c’è una folla

Facciamo per un momento un esercizio puramente matematico

Hai 2 genitori4 nonni8 bisnonni16 trisnonni

Continua a raddoppiare

Se risaliamo teoricamente per 11 generazioni, arriviamo a 4.094 posizioni genealogiche complessive prima di noi

Il numero reale di persone distinte può essere inferiore, perché gli alberi genealogici si incrociano e uno stesso antenato può comparire più volte

Ma non è il numero esatto che mi interessa

È la vertigine che provoca

Migliaia di esistenze

Migliaia di incontri, corpi, gravidanze, separazioni, viaggi, desideri, errori, malattie, sopravvivenze, coincidenze

È bastato che una sola di quelle storie prendesse una direzione completamente diversa perché, probabilmente, io non fossi qui

Questa cosa per me cambia radicalmente il concetto di protezione

Non perché io creda che migliaia di spiriti stiano letteralmente alle mie spalle a dirigere la mia vita

Non ho bisogno di saperlo

Mi basta sapere una cosa molto più concreta:

la vita è riuscita ad arrivare fino a me

Quando penso ai miei antenati non penso soltanto all’amore

Quando penso a chi è venuto prima di me sento radici

Struttura

Sicurezza

La sensazione di essere sostenuta

Ma sento anche dolore

Tanto dolore

Un dolore che, da sempre, ho percepito in qualche modo come ereditato

Da bambina avevo momenti di pianto profondissimo

Ricordo la tristezza, ma soprattutto ricordo di non sapere spiegare ai miei genitori da dove arrivasse

Non avevo le parole per raccontarla

Durante l’adolescenza quel sentimento assunse un’altra forma

Sentivo fortissima la sofferenza della mia famiglia e insieme una sorta di impotenza: il desiderio di poter alleviare ciò che vedevo e l’impossibilità di farlo

Poi arrivò un’altra necessità

Essere vista

Essere ambiziosafaredimostrarediventare qualcuno

Come se l’esistenza stessa dovesse essere meritata

Come se per avere attenzione fosse necessario produrre qualcosa di abbastanza grande da giustificare il proprio posto nel mondo

Oggi posso guardare quella ragazza da un’altra prospettiva

E posso chiedermi quanto di ciò che consideriamo esclusivamente “nostro” nasca davvero con noi

Non ho bisogno di trasformare questa domanda in una verità assoluta

Mi interessa molto di più lasciarla aperta

Non voglio guarire i miei morti

C’è una frase che nel mondo spirituale sentiamo continuamente:

guarire gli antenati

E qui sento il bisogno di fare una distinzione

Non so se siamo venuti al mondo per guarire chi è vissuto prima di noi

Forse non abbiamo nemmeno questo potere

E forse, a volte, c’è qualcosa di enormemente presuntuoso nell’immaginare di poter correggere retroattivamente migliaia di vite che conosciamo appena

Non voglio trasformare i miei antenati nell’ennesimo progetto spirituale da aggiustare

Preferisco un’altra immagine

Continuare

Ricevere qualcosa e portarlo un poco più avanti

Non cancellare il loro dolore, ma impedire che sia l’unica cosa che continua a vivere attraverso di me

Non espiare

Non salvare

Non pagare debiti invisibili

Vivere

Forse questa è una delle forme più radicali di gratitudine verso chi non ha potuto fare tutto ciò che avrebbe desiderato

E allora perché cerchiamo così lontano?

Questa domanda non è un attacco alla religione

E nemmeno alla spiritualità

Non mi interessa stabilire se sia giusto pregare una Madonna, un Buddha, una divinità induista, un santo, una dea, un archetipo o qualsiasi altra figura attraverso cui una persona riesca a entrare in relazione con il sacro

Mi interessa un’altra cosa

Perché conosciamo spesso meglio i nomi degli dèi che quelli dei nostri bisnonni?

Perché sappiamo costruire altari dedicati a figure appartenenti a culture lontanissime e facciamo così fatica a voltarci verso la nostra stessa storia?

Forse perché gli dèi sono più facili

Gli archetipi non ci hanno abbandonatonon hanno commesso gli errori dei nostri genitorinon hanno avuto dipendenzenon hanno fallito matrimoninon hanno taciutonon hanno ferito

I nostri antenati invece erano esseri umani

Ed è proprio questo che li rende, per me, interessanti

Non voglio idealizzarli

Tra quelle migliaia di persone ci saranno state persone meravigliose e persone terribili

Persone capaci di amare e persone incapaci di farlo

Vittime e carnefici

Non devo trasformarle in santi per riconoscere una cosa elementare:

senza quella catena imperfetta, io non sarei qui

Ottobre e il tempo dei morti

Forse è anche per questo che questo pensiero arriva proprio ad ottobre

Ci avviciniamo a quel periodo dell’anno in cui moltissime tradizioni hanno collocato rituali dedicati ai morti, agli antenati e al confine tra ciò che è visibile e ciò che non lo è

Il 31 ottobre è diventato per molti Halloween, con tutto il suo immaginario contemporaneo

Ma dietro quella data esiste una storia molto più antica di riti stagionali, memoria dei morti e passaggio verso la parte oscura dell’anno

E a me interessa soprattutto questo:

ricordare

Non necessariamente evocare

Non necessariamente invocare

Ricordare

Forse quest’anno il mio altare potrebbe non avere bisogno di una divinità

Potrebbe bastare una fotografia

Un nome

Una candela

O persino uno spazio vuoto dedicato a tutti quelli di cui il nome è andato perduto

Perché la maggior parte delle persone che hanno contribuito alla nostra esistenza non sapremo mai chi fossero

Eppure sono state qui

Io non mi sento sola davanti alla vita

Quando provo a descrivere cosa sento pensando a chi è venuto prima di me, alla fine torno sempre alla stessa immagine

Mi sento sostenuta

Appoggiata

Come se alle mie spalle ci fosse un tifo silenzioso

Non un esercito che pretende qualcosa da me

Non migliaia di morti che mi consegnano debiti da saldare

Il contrario

È quasi come se dicessero:

Vai

Tu puoi fare un pezzettino in più

Un pezzettino di quello che loro non hanno avuto il tempo, le possibilità, la libertà o gli strumenti per realizzare

Ed è forse qui che cambia tutto

Non devo meritarmi l’esistenza attraverso ciò che realizzo

Esisto già perché migliaia di vite, volontariamente o meno, mi hanno consegnato la possibilità di esserci

Quello che faccio con questa possibilità viene dopo

Non è il prezzo della mia esistenza

È la sua continuazione

E allora forse, prima di alzare gli occhi al cielo alla ricerca di qualcuno che ci protegga, potremmo fare una cosa molto più semplice

Voltarci

Guardare simbolicamente quella moltitudine alle nostre spalle

E ricordare che siamo l’ultimo punto visibile di una storia iniziata molto prima di noi

Forse non abbiamo bisogno di scegliere tra gli dèi e gli antenati

Ma ogni tanto vale la pena ricordarsi da dove siamo arrivati

Perché prima ancora di sapere in cosa credere, esiste una verità molto più elementare:

qualcuno è sopravvissuto abbastanza a lungo perché tu potessi nascere

E qualcuno prima di lui aveva fatto lo stesso

E qualcuno prima ancora

Fino a te

Forse gli dèi che continuiamo a cercare così lontanosono sempre stati molto più vicini di quanto pensassimo

   

 
 
 

Commenti


Smartbox Bern
marilü beauty experience
  • Instagram

 

 

3007 Berna Konsumstrasse n*6

​

 

Telefono . 077 98 75 280

 

E-mail goodvibes@marilu.ch

 

 

Mandami un messaggio

©2022 realizzato con            da marilü

Lavoro corporeo intuitivo · Massaggio · Suono · Lavoro energetico · Esperienze trasformative a Berna

  • maestro-icon-512x396-vptgxibs
  • 908_mastercard
  • unnamed
  • twint-logo-open-graph
  • kisspng-paypal-logo-brand-font-payment-paypal-logo-icon-paypal-icon-logo-png-and-vecto-5b7
  • 5569519-geld-bargeld-reichtum-zahlung-festes-symbol-illustration-logo-vorlage-geeignet-fur
bottom of page